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mercoledì 17 settembre 2008

Lentezza Vs Velocità



Un paio di giorni fa , in una delle ultime belle giornate di sole, osservavo dei ragazzini scorrazzare con la Vespa nel viale davanti al mio capannone. Si ingarellavano a più non posso per andare più veloce e la mia testa è tornata indietro nel tempo, a quando l’Artista ragazzino si impegnava come un matto a smanettare sul motorino per guadagnare un ciccino in più di velocità. Sempre a manetta, quasi che la velocità fosse l’unico obiettivo. Ora se ci ripenso mi darei del coglione, ero/eravamo così presi dall’andare sempre più forte che neppure ci godevamo la bellezza dello scorrazzare liberi. Ora che so che un’attimo in più con il vento in faccia è un’attimo di paradiso.

“Il tempo non esiste” diceva qualcuno, forse Freud. Non ne sono molto convinto, il tempo è una variabile della nostra vita. Puoi farti travolgere e restarne in balia o puoi dominarlo. Odio sentirmi dire “Non ho tempo”, non è il tempo che decide siamo noi che scegliamo. Sto imparando a darmi delle priorità, il tempo lo voglio gestire io. Io scelgo cosa è importante e cosa no, questo voglio. Vengo da due giorni importanti, so che ho fatto bene quello che dovevo fare, se poi andrà bene mi dirò “bravo” e se, di contro, non andrà bene potrò sempre dirmi “bravo” perché ho fatto quello che dovevo. Ma ora ho bisogno di staccare, di godermi gli attimi. Ora si che ho un bell’obiettivo, trovare il giusto equilibrio, imparare a non farmi travolgere, dominare il tempo, scegliere quando accellerare e quando rallentare. Non è una chimera, non serve un’isola deserta e staccarsi dal mondo civile, si tratta di scegliere e scegliere nel modo che più soddisfa.

giovedì 4 settembre 2008

Odddio, chi sono????

In crisi di identità oggi ho inserito il mio nome in google, risultano oltre 900.000 voci, ammazza vediamo chi sono….(NB. Per sintesi mia Vi presento solo i più interessanti, dovrò pure ricominciare a lavorare o no???)

Al primo posto c’è una pagina di myspace, non è la mia perché forse mi sono registrato con credenziali false (cosa che mi capita spesso). E’ un 30enne fotografo genovese, sembra molto più artista di me….cazzarola….

C’è poi un professore ordinario di fisica e matematica all’Uni di Torino, ancora chiaro che non sono io. Io che ho levato il celophane (o come diamine si scrive) al mio libro di fisica solo il giorno prima della maturità…

Se vi interessa a Sassari ho un negozio fin dal 1895 che vende pianoforti, anzi un punto di riferimento per i pianisti sardi. A metà degli anni 70 la ditta si è trasferita ed a oggi vendiamo un po’ di tutto…anche strumenti sardi…

Ma sono proprio un artistone, infatti ecco comparire anche un laureato in ingegneria che si è dato al cinema. Presento un capolavoro di ben 9 minuti in cui firmo regia, sceneggiatura, fotografia, suono, montaggio, costumi, parucco e faccio pure le pulizie…

Se non mancasse una S ci sarebbe pure un tale (per ragioni di privacy non apro siti sconci) legato al mercato del porno….ma forse questo….nonché uno che sta facendo una scalata alla “Filatura di Pollone” in borsa….saranno la stessa persona?

lunedì 1 settembre 2008

Il Matrimonio

Sabato si è sposato il fratello della LeLa, avreste dovuto vedere che supergnocca era l'Ingegnera! Non sto a raccontarVi i particolari perchè penso che a nessuno interessino, però Vi lascio la perla della magnifica organizzazione degli scherzi ad opera del sottoscritto Artista e dell'Inge, ovvero il menu sostituitivo (che poi era francamente migliore di quello originale vegetariaono):

Il Menu di Samanta e Marco ©M.M.& M.F.

Aperitivo:
Cocktail di benvenuto al sapore di kiwi, ribes e lime

Antipasti:
Bruschette aglio olio peperoncino e soppressata,
Involtini di lardo di Colonnata e cipolle di Tropea,
Carpaccio di balena in emulsione acida,
Crépes di castagniaccio e zucchero a velo.

Primi piatti:
Cestini di lasagne al ragù di daino al bambù,
Ravioli di gallina prataiola in salsa bianca o gialla o rossa o verde,
Nidi dì tagliatale al caviale buggerato,
Riso integrale con crema di rana salterina

Piatto di mezzo:
Sorbetto alla cotogna o alle prugne.

Secondi piatti:
Stufato di ermellino con vellutata di cachi,
Tagliata di lontra con carciofini e funghetti sott'olio,
Brasato di struzzo con crema di campanella selvatica,
Kebab con fagioli, peperoni e burro di arachidi
Soufflé di formaggio di pecora sarda
Pesce del Mar Morto al sale.

Contorni:
Insalata di cicoria e Amanita phalloides,
Patate al forno con salsa tex mex,
Verdurine di stagione passata saltate male.

Dolce:
Macedonia di frutti esotici con gelato di crusca e seitan
Torta nuziale alla nutella farcita di mirtilli e guarnita con spuma di sciampagna,
accompagnata da una vellutata di fragoline di sottobosco

Vi è venuta fame????

mercoledì 27 agosto 2008

Back online!

Ferie finite, ma si dopo 4 settimane si può anche tornare al lavoro. Nel mentre il vecchio template è un po' morto, questo è provvisorio o forse decisivo. Si perchè sono poco artistico in questo periodo, tanto che qualcuno mi accusa di essere un artista patacca...tze tze

Vi dovrei come minimo un racconto delle vacanze...beccatevi la slide e fatevene un idea da Voi. Formentera è bellissima, una vera perla. Non andateci per le feste in spiaggia o per gli hippy. Le prime le hanno praticamente vietate, i secondi stanno passando a miglior vita...ma vale la pena. A me è rimasta dentro, poi diciamolo sottovoce che se no si monta la testa ma ho avuto un'ottima compagna di viaggio, che sono felice sia sempre più una compagna di vita.


giovedì 24 luglio 2008

Il vino, le stelle e un segreto


Da tanto tempo non avevo occasione di passare una serata con la mia “confessora”, e che io e Ilaria una volta eravamo inseparabile, poi un po’ il lavoro, un po’ qualche cazzata ha un po’ incrinato la nostra amicizia. Ma ieri sera gli elementi per una serata vecchio stampo c’erano tutti, la terrazza, gli zampironi per tentare di tener lontane le zanzare, le sigarette per creare l’atmosfera, una bella bottiglia di Falanghina (diciamo due, ma che non si sappia in giro) per aprire i cuori, e poi una notte stellata da paura. Allora via a filosofeggiare come sempre e come sempre poi notte in bianco, perché il mio cervello quando va in azione poi non si ferma più. Ah, noi artisti maledetti, alla faccia di chi dice che dormo troppo. L’unico svantaggio del confrontarmi con lei, è che è l’unica persona a cui non posso vendere fumo, non perché non lo farei ma perché riesce a sgamarmi, mi conosce troppo, conosce i miei approcci, prevede persino quelli nuovi “a magica” come la nominavo!

Dopo il preambolo per allungare il brodo, una volta che ho un argomento vero da trattare sul blog me la tiro, il segreto dell’amore. E l’Artista dall’alto della sua inesperienza, disse “Lo soi io qual è il segreto!”. Il sesso? No. Il rispetto? No. La fiducia? No. L’affetto? No La comprensione? No…ma su, un po’ di fantasia, il segreto è facile è saper sorprendere l’altro/a. Si perché prendi ad esempio il rispetto, quello glielo devi dal primo all’ultimo istante, è sempre costante è come una retta piana. Sorprendere è più difficile, molto più difficile. Ma è un arte alla portata di tutti, potrei intasarvi il cervello con la mia teoria che la perfezione sonnecchia in ognuno di noi, ma per il momento evito. Basta il cuore, basta l’amore e la sorpresa è alla portata di tutti. Fate attenzione non sto parlando di regali, per quelli c’è mastercard, ma non è sorprendere quello è comprare l’altro. No, sorprendere è dedicare le proprie risorse (non certo e non solo monetarie), le proprie energie, il proprio tempo per fare sentire l’altro/a importante, amato, non scontato. Se non si riesce a sorprendere nessuno tutto diventa banale, di routine e alla lunga logora. A me sono sempre piaciute le persone che pisciavano fuori dal coro perché non erano mai scontati, quelle che ti sorprendeva con qualcosa di inaspettato.Tiro fuori l’economista che risiede nel mio DNA e dico che è un po’ come un bel grafico con sali e scendi, perché si sorprende sia in positivo che in negativo. Amare è il connubbio tra dare e ricevere, più dai e più ti aspetti di ricevere, sarò cattivo ma vedo il “dare” e l’aspettativa di ricevere come due rette che crescono proporzionalmente. In un rapporto, c’è sempre chi da di più rispetto all’altro, spesso gli equilibri si spostano, ma sostanzialmente si è in equilibrio fin tanto che la distanza tra le due rette non è sproporzionata. Quando lo diventa si innesca un meccanismo perverso che fa abbassare la propria retta “dare” per riequilibrarla all’altra e per sopperire allo stato di tensione, ma questo è un altro discorso e mi servirebbe altra Falanghina e un’altra notte insonne per cui per il momento accontentatevi di questo….che non è poco per la mia testolina!!!

Intanto Sabato riprovo a partire, l’Artista e l’Inge se ne vanno a Formentera!

lunedì 14 luglio 2008

Complicità e Sex Pistols


C’è un aspetto che adoro nei rapporti interpersonali, qualcosa che va al di là dell’amicizia o dell’amore, qualcosa di raro e di prezioso. Si chiama complicità! E’ qualcosa che ti fa stare bene con le persone, è qualcosa di difficilmente spiegabile a parole, qualcosa fatto di sguardi, qualcosa di sovra umano, qualcosa di mentale, qualcosa che ti fa sentire soddisfatto, ho messo troppi qualcosa? Fa niente sono sempre un’Artista….

E’ difficile da costruire, anzi non si può costruire, puoi farti andare a genio un’amico, puoi forse imparare ad amare una persona, ma la complicità…no quella c’è o non c’è. Magari non nasce subito, magari ci vuole un po’ di tempo, magari prima devi soffrive, magari devi gioire molto, ma se è destino scatta oppure non si verifica mai. La complicità rende meno folle una follia, in due tutto sembra più facile, più comune, più normale. Così parti finito di lavorare per andare a sentire i Sex Pistols (storia, quelli sono un pezzo di storia!), torni stravolto ma sai che non è stata una cazzata. Sono passati trent’anni dalla nascita del fenomeno punk, ma mi ha fatto un certo effetto vederli all’opera, diciamo che un giorno guarderò mio figlio e potrò dirgli io c’ero quella sera sera a Torino. Punk, Sex Pistols, 70's --> Londra e ho detto tutto, avrei voluto troppo esserci in quegli anni, pazienza mi accontento di aver visto quei vecchietti ancora discretamente gagliardi, suonano meglio di trent’anni fa in compenso Rotten non ha più voce, chissa perché…

giovedì 10 luglio 2008

Ho ancora il fisico!


Si, si, si. A distanza di dodici ore dal termine dell’ ”alcolic night” inizio finalmente a ripigliarmi. Io che una volta ero il mago della movida milanese, iniziavo a sentire gli anni e le serate passate…Però se il giro delle parrocchie fosse specialità olimpica, una medaglia avrei ancora la possibilità di conquistarla. Certo una volta serate del genere le facevo ogni quattro giorni, poi ogni quattro settimane, ora sono felice di riuscirci una volta ogni quattro mesi….

Però almeno Milano è tornata a darmi soddisfazioni, c’è stato un periodo in cui la notte meneghini mi ha un po’ schifato, sempre uguale, ma è bastato cambiare zone, rompere con il passato per ritrovare nuove emozioni. Milano è e rimarrà sempre un paesone, enorme ma un paesone, ma è l’unica vera valvola di sfogo dalla routine quotidiana. Non mi gusta molto l’idea di lavorarci, vedere le faccie di quei poveri pendolari stravolti, incazzati e di corsa per prendere un bus, un tram o un treno non mi entusisma per nulla. Però al termine dell’orario di lavoro se ti resta un po’ di spirito, i locali e la gente che li frequenta ti danno soddisfazioni, piano piano sta tornando la Milano da bere di una volta. E per una volta tanto alcol, tante risate e tanta ma tanta…e il tempo si è fermato!
P.S. Elena, colei che mi ha insegnato a sorridere, si sposa a Settembre. Sono contento anche se un pezzetto del mio cuoricino sarà sempre suo.

mercoledì 9 luglio 2008

Aforismi vari...

Siccome è un po' che non scrivo, siccome non ho molta voglia di scrivere, siccome scrivere siccome mi piace molto, vi lascio queste perle di saggezza....alcuni li sento particolarmente miei, se avete voglia cercate di capire quali :)

Quando il mio ex fidanzato mi ha lasciata, il giorno dopo ho ricevuto un biglietto. Diceva: “Non te la prendere. Perché per uno per cui te la prendi, c’è sempre un altro a cui gliela dai!”. Brunella Andreoli

Un uomo non potrebbe mai vergognarsi di confessare di aver avuto torto; che poi è come dire, in altre parole, che oggi è più saggio di quanto non fosse ieri. Jonathan Swift

Vorrei tornare nell'utero! Di chiunque.Woody Allen

Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero. Aristotele

Mi piacerebbe sapere chi è il mandante di tutte le cazzate che faccio.Altan

L'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino. Charles Bukowski

Il miglior momento per tenere a freno la lingua è quando senti che devi dire qualcosa per non scoppiare.Josh Billings

Sono un mirabile incrocio fra Tarzan e Giacomo Leopardi. In me convivono tutte le doti intelettuali di Tarzan e tutta la prestanza fisica di Giacomo Leopardi. Ambrogio Borsani

L’arroganza si può smontare con un’arroganza più sfacciata, con un muro di ghiaccio o con una lacrima sincera. Dino Basili

Non esiste un modo giusto di fare una cosa sbagliata. Kenneth Blanchard

I veri amici vedono i tuoi errori e ti avvertono. I falsi amici vedono allo stesso modo i tuoi errori e li fanno notare agli altri.Fligende Blatter

Il sogno ad occhi aperti non è un vuoto mentale. È piuttosto il dono di un'ora che conosce la pienezza dell'anima. Gaston Bachelard

L’uomo e la donna sono due scrigni chiusi a chiave, dei quali uno contiene la chiave dell’altro.Karen Blixen

La speranza è un rischio da correre. George Bernanos

La morale non è nulla più che la regolarizzazione dell’egoismo. Jeremy Bentham
Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso.Kennet Blanchard
La vera saggezza si conquista quando riusciamo a comprendere noi stessi. Bodhidharma

C'è una sorta di rispetto e di deferenza nel mentire. Ogni volta che mentiamo a qualcuno, gli facciamo il complimento di riconoscere la sua superiorità. Samuel Butler

martedì 1 luglio 2008

Ciao Londra, a presto!


L’unico lato positivo del rientro a casa e la voglia di ripartire, se non torni non puoi ripartire ma Londra come sempre mi strega. Per me ha una magia unica, qualcosa che è difficile spiegare a parole, dalla multietnicità alle luci colorate, dai pub all’idea di libertà, dagli uffici alle abitazioni così particolari, dai bus alle viette. Io e Londra, uno strano rapporto.

Forse avrei voluto nascerci, forse mi basterebbe viverci almeno un po’. Peccato il mio pessimo rapporto con le lingue straniere, ma mi capiscono e io capisco loro, poi della pronuncia e della grammatica mi frega poco, è così bello comunicare e all’estero, non so perché ma, mi riesce molto meglio. Questo era il mio secondo viaggio a Londra ma a me sembra di conoscerla come casa mia, saranno i mille racconti che ho ascoltato o che ho letto, saranno i film che ho visto o quelli che mi sono fatto, ma mi sento a casa. Per di più questa volta avevo anche un’ottima compagnia (QUI potete leggere la sua versione dei fatti).

Cos’è successo? Ovviamente le solite cose, l’Artista che esce dalla metropolitana e cerca la sulla cartina la via dell’Hotel e qualcuno che gli fa notare che è davanti a lui, l’Artista che litiga con la carta di credito e quei maleddeti bancomat che non gli vogliono dare soldi, l’Artista ridotto alla canna del gas senza più una sterlina o un euro. Ma anche tante cose nuove, per la prima volta mi sono comprato una guida, ma come sempre si gironzolava alla cazzo sbagliando strada e sentendo le madonne che la Inge e sui bellissimi stivali violetto mi tiravano. Sperimentato strade nuove, deluso da Brick Lane…rivisto i miei posti, Camden Town e Carnaby Street dove allegramente ho sperperato gli ultimi soldini, mangiato a più non posso. Adoro i posticini dove mangio (o meglio mi abbuffo) a buffet e poi i peggio posti di Londra, le bettole per ballare e sbevazzare allegramente. A momenti perdavamo pure l’aereo, mai fidarsi dell’Inge che comunque è un’ottima compagna di viaggio. LeLa contenta che ti ho portato a Londra e pure a teatro????

lunedì 23 giugno 2008



Che cos'è e a cosa serve????

1° indizio: è di ferro, oggetto del seicento di origine olandese

2° indizio: è uno strumento di tortura, ma quale?

Ecco a Voi il piffero del baccanaro

Strumento di ferro (anche di ottone e legno) a forma di tromba, trombone, flauto dolce, oboe, ecc di probabile origine olandese conosciuto già nel seicento come risulta da alcune stampe dell’epoca.Veniva altresi usato per coloro che disturbavano le funzioni religiose oppure per punire i musicisti “rei” di cattive esecuzioni. L'anello di ferro veniva serrato dietro il collo della vittima e le sue dita, dopo essere stati inseriti sotto gli archetti dell'apposita morsa in atteggiamento di suonatore, venivano strette a forza di vite secondo il piacere del boia, fino allo stritolamento totale.Essenzialmente questo supplizio era una specie di berlina, con tutte le solite conseguenze penose e talvolta fatali, inflitta per delitti e peccati relativamente minori: litigiosità, bestemmia del primo grado, turpiloquio, disturbo della pace pubblica, e così via - vedi Maschere d'Infamia ed il Ceppo di Gogna.In Italia, veniva spesso riservato a chi faceva baldoria e baccano davanti alla chiesa durante le funzioni; il termine "piffero del baccano" si riscontra in alcuni documenti bolognesi del primo Settecento. Nella Repubblica Veneziana, pesanti pifferi ferrosi e qualche grado di schiacciamento delle dita attendevano chi aveva fatto denuncia anonima infondata contro altri al Consiglio dei Dieci, "spinto da malizia, stizza o invidia".

Vincitore e prossimo postatore: JURY